Ma è una startup o un bambino?

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“No! Non sono pronto!”: questa sarebbe stata la mia risposta se due anni fa mi avessero chiesto se fossi stato pronto a diventare padre.

“Si certo! Dove devo firmare per cominciare?”: questa sarebbe stato quello che avrei detto se mi avessero chiesto se volevo fondare e lanciare la mia startup. 

Oggi, due anni più tardi, non sono certo di quello che mi sia capitato: ho lanciato una startup o sono diventato padre?

Avendo intrapreso questa avventura con i miei due co-fondatori, Pietro e Andrea, sono quasi certo che la risposta sia che abbiamo lanciato una startup.

Ma allora, perché sono così confuso? Provo a spiegarlo. 

 

Parti vincendo una competizione per startup senza sapere bene cosa stia realmente succedendo. Sei gasato e tutti sono felici per te. Poi quando cominci a metterti sotto per davvero ti spaventi e ti rendi conto di quanto sarà difficile trasformare in realtà le tue fantasie da neo startupparo.  

Un po’ come quando diventi padre: felicità, incredulità, affetto e congratulazioni vengono presto spazzati via da un bambino che, anche se ti guarda affettuoso, entra in scivolata nella tua vita piangendo a notte fonda alla ricerca di cibo e rassicurazioni.

Guide Me Right vince lo startup weekend di Cagliari

Vai avanti a lavorare sul prodotto. Fai errori (tanti) ma impari ogni volta qualcosa. Le persone che ti accompagnano in quest’avventura ti permettono di andare avanti, spingendo inesorabilmente anche nei momenti bui: non si desidera altro che vedere il primo iscritto o la prima esperienza prenotata sul tuo portale. 

E’ come avere tante nonne che ti aiutano a far crescere il tuo bambino, che comincia a camminare, a contare, a parlare. 

 

Arriva il primo giorno di scuola. Finalmente si va online! Puoi vedere come gli utenti reagiscono alla piattaforma. Puoi lavorare per trovare nuovi utenti che popolino la tua community. Trattandosi di un marketplace ti concentri prima sull’offerta, e quindi tanti appassionati locali entusiasti di condividere le loro conoscenze con un turista. Poi, poco a poco, cominci ad andare alla ricerca della domanda, ossia di viaggiatori che cercano un’esperienza di viaggio diversa, fatta di contatti umani che gli permettano di entrare realmente in contatto con la località visitata! 

Sembra quasi quel bambino che cresce, si forma, inizia a creare il suo giro di amicizie e poi, all’improvviso, comincia anche a guardare qualche ragazza...

 

Poi arriva la prima transazione. Un piacere vero. Una sensazione che non domini. Un’esaltazione immotivata ed esagerata, ma tanto incoraggiante.

Mi ricorda quasi il primo bacio di quel bambino…da padre sei curioso, felice e orgoglioso, ma sai che ha ancora tanto da scoprire.

Scoprendo Capo Caccia con il Local Friend Giancarlo

All’improvviso ti rendi conto che sei riuscito a coinvolgere attivamente più di 700 persone in tutta Italia. Che grazie a loro e attraverso la tua piattaforma chiunque ora può prenotare un’esperienza autentica scegliendo tra più di 1700 proposte in 500 località italiane! 

Il bambino ha finito il liceo ed è partito a studiare fuori. Fa tante amicizie, scopre tante cose ma non sa ancora cosa farà da grande. 

 

Poi ti trovi a Maggio 2016, finalmente stai raccogliendo le risorse per promuovere per davvero tutte le esperienze proposte su Guide Me Right. Non vedi l’ora. E’ da tempo che aspetti di far scoprire queste proposte autentiche a chi ancora non ne conosce l’esistenza. Vuoi riuscire a far incontrare queste persone e permettere ai Local Friend che hanno sposato il progetto di condividere il loro mondo. Sai che, quando succede, tutti ne escono vincitori: il Local Friend, il Guest e, soprattutto il territorio!

Insomma, tu e la tua famiglia avete fatto un gran bel lavoro a tirare su un ragazzo ormai (quasi) indipendente. Questi anni hanno fatto crescere anche te. Hai vissuto momenti belli e momenti difficili, passati anche grazie all’aiuto della tua famiglia e alle soddisfazioni che quel ragazzo ti ha regalato, spesso senza neanche saperlo.

 

Ora è il momento di passare ad una nuova fase. Quel ragazzo è un uomo ed ha un ruolo attivo in famiglia. Senti sempre un enorme senso di responsabilità e vorresti dargli sempre di più, ma sai che ormai puoi solo aiutarlo e sostenerlo. 

Questo è come io e la mia famiglia, il team di Guide Me Right, ci sentiamo in questo momento nei confronti del nostro bambino: la Community di Guide Me Right.

Durante i prossimi 12 mesi potremo finalmente investire in marketing per far conoscere a tutti questa community e le sue proposte in giro per l'Italia. 

Sappiamo che non ce la faremo da soli. Abbiamo bisogno di tutti gli appassionati locali che hanno sposato il progetto condividendo delle esperienze su www.guidemeright.com. Abbiamo bisogno che tutti i membri della Community si sentano parte attiva di questo momento, e che ci aiutino a far conoscere questo progetto e le esperienze che lo contraddistinguono!